L’Aquila: l’altra faccia della tragedia

L’Aquila: l’altra faccia della tragedia

Sono passati 10 anni da quella notte infernale che ha messo in ginocchio un’intera città.

Dieci anni a cercare di ricostruire una delle più belle ed eleganti città italiane. Era il 6 Aprile del 2009 quando il cuore di 309 persone ha smesso di battere e la vita di 65 mila persone è cambiata per sempre.

L’Aquila oggi

Oggi si celebra la rinascita di una città fiera, orgogliosa delle proprie origini. Una città che non si è pianta addosso ma ha reagito dignitosamente ad una tragedia come un terremoto che ha distrutto l’intera area.

Si è parlato molto de L’Aquila e degli aquilani. Si è discusso degli scandali e degli appalti per la ricostruzione ma io voglio raccontarti l’altra faccia della tragedia, quella bella, quella che mi fa essere fiera di avere una casa lì.

L’Aquila è stata messa duramente alla prova, si è piegata ed inginocchiata al dolore. Ha avuto il cuore lacerato dallo strazio e dalle lacrime. Ha detto addio a persone che amava ed ha creduto di non sopravvivere. Ma si è rialzata. Non si è spezzata. Mai. Si è inventata una nuova vita e con la fierezza di un guerriero, giorno dopo giorno ha ricostruito, un pezzo alla volta, la propria vita.

Il dolore non ha cancellato il sorriso dai volti dei suoi cittadini, li ha solo resi più consapevoli della fortuna di essere ancora vivi.

Oggi la città ricomincia a vivere, le strade del centro iniziano a ripopolarsi, i negozi tirano su le serrande e la zona rossa rappresenta una piccola parte della città.

Le cose da fare sono ancora molte ma nell’aria si respira aria di rivalsa.

A dieci anni da quella notte il mio pensiero è per tutte le persone che hanno combattuto per la loro vita, per la loro famiglia e per il loro lavoro. Sono questi gli italiani che dovrebbero rappresentare il nostro Paese nel mondo.

 

Se a L’Aquila? Non puoi perderti le Grotte di Stiffe 

Grotte di Stiffe. Abruzzo da scoprire.

Grotte di Stiffe: alla loro scoperta

Un po’ di storia

Grotte di Stiffe
Grotte di Stiffe

Le grotte di Stiffe hanno circa 600 mila anni e sono aperte al pubblico dal settembre del 1990. Vennero scoperte ed esplorate alla fine della seconda guerra mondiale, dopo che i tedeschi, in ritirata, bombardarono la diga costruita all’ ingresso delle grotte che serviva a convogliare l’acqua nella centrale idroelettrica di Stiffe.Grotte di Stiffe

All’interno delle grotte scorre il fiume Rio Gamberale che sorge sull’altopiano delle Rocche a 1300 mt ed accede all’interno attraverso un lago sabbioso percorrendo circa 6 km. Risorge poi all’esterno, nel punto esatto in cui si accede. Le Grotte di Stiffe sono considerate delle grotte ATTIVE perché il fiume, scorrendo al suo interno, continua a corrodere la roccia.

Grotte di Stiffe
Ingresso Grotte di Stiffe

Perché visitare le Grotte di Stiffe

Avevamo già provato a visitare le grotte circa un’anno fa ma poi, per vari motivi non siamo più entrati. Queste Grotte però continuavano a “chiamarci” e quando abbiamo saputo che la sua gestione era di nuovo nelle mani del fantastico Comune di San Demetrio, abbiamo preso una bella felpa pesante e siamo andati.

La sala del silenzio

La prima grotte che visiterai sarà la Sala del Silenzio, unica “sala” in cui in estate ed in autunno non si sente il rumore dell’acqua poiché il fiume scorre sotto la roccia a circa tre metri.

 

Grotte di Stiffe
Sala della Cascata- Grotte di Stiffe

La sala della Cascata

Dopo la Sala del Silenzio arriverai alla sala della cascata dove rimarrai stupito dalla grandezza dell’ambiente e dalla maestosità di una cascata di 20 metri.  Qui, a differenza della sala precedente, c’è tutto tranne silenzio.

 

Grotte di Stiffe
Sala della Concrezione- Grotte di Stiffe

Sala delle Concrezioni

Se ti sei abituato al rumore dell’acqua che infrange contro le rocce millenarie, qui riuscirai a rilassare la tua mente. Una zona che somiglia più ai film di elfi e maghi, dove stalattiti e stalagmiti si incontrano in una danza con il tempo.

 

Il lago nero e l’Ultima cascata

Questa è la zona più antica delle Grotte. Un’area tranquilla con l’acqua immobile per poi ritrovarsi in un attimo nella sala dell’ultima cascata passando dal silenzio al rumore assordante.

Abbigliamento consigliato e regole

All’interno delle grotte la temperatura si aggira tra i 9 ed i 10 gradi tutto l’anno. È assolutamente necessaria una felpa pesante, meglio un piumino se soffri particolarmente il freddo (Flavio indossava una felpa ed un giacchino estivo ed aveva freddo). Sono richieste le scarpe chiuse e sarebbe meglio evitare pantaloncini.

All’interno delle grotte i bambini vanno tenuti per mano per evitare cadute accidentali (il pavimento è bagnato), non ci si deve assolutamente allontanare dal gruppo, non si può fumare e non possono essere fatte foto se non nelle zone indicate.

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