Trasferirsi ai Caraibi: tutti lo dicono e noi lo abbiamo fatto.

Tutti almeno una volta nella vita hanno desiderato mollare tutto e trasferirsi ai Caraibi… mare, sole e ciabatte tutto il giorno. Noi abbiamo deciso di partire per capire se questo desiderio è solo un bel sogno o se, con un bambino piccolo, è effettivamente possibile lasciare l’Italia e trasferirsi a Barbados.

Qui trovi tutti gli articoli che scriverò in questo periodo.

5 settimane nella splendida isola lavorando, studiando, andando a fare la spesa, cucinando e pulendo casa… Obiettivo? Capire se annoiarsi a Barbados è meglio che annoiarsi a Roma.

Perché abbiamo deciso di farlo?

Perchè, come tantissimi italiani, non siamo mai contenti e ogni volta che visitiamo una città straniera immaginiamo come sarebbe viverci. Perché l’Italia ci sta stretta, non vediamo un futuro per Flavio e siamo convinti che portarlo a vivere in un posto diverso sia il miglior regalo che potremmo fargli.

Perché fa figo dire che vivi ai Caraibi, non credi? Ecco perché pensiamo come sarebbe trasferirsi ai Caraibi.

Come abbiamo organizzato un viaggio così lungo

Ad essere sincera non è stato poi così complicato… il nostro lavoro è principalmente online quindi ciò che abbiamo dovuto fare è spostare le mie consulenze in base al fuso orario. Sarà stimolante lavorare lì o forse no, non ne ho idea. Magari dover lavorare quando davanti agli occhi hai un mare cristallino potrebbe essere snervante… C’è da dire però che ho concentrato tutto il lavoro nei primi tre giorni della settimana così da poter essere libera e girare liberamente quando ce n’è la necessità. 

Per l’occasione ho sostituito il mio vecchio pc con un sottilissimo e leggerissimo Mac. Non ho ancora la perfetta padronanza del PC ma sto scrivendo quindi va bene. Ho preferito avere una macchina un pò più performante e più semplice da trasportare. Se voglio essere libera di fare le consulenze da qualsiasi posto, non posso avere un pc pesante ed ingombrante. 

Per quanto riguarda la scuola di Flavio invece ho presentato un documento (scaricato dal sito della scuola) dove certifico un’assenza prolungata. Le maestre mi invieranno tutti i giorni i compiti fatti in classe e Flavio, mentre io e Stefano lavoriamo, farà i compiti. Diciamo che il fatto che faccia ancora la terza elementare ci ha fatto partire con il cuore più leggero… credo di essere in grado di aiutarlo a studiare.

Inizialmente avevamo deciso di stare tre mesi. In quel caso avrei preso in considerazione l’home schooling ma poi abbiamo optato per meno tempo e tutto si è risolto.

Trasferirsi ai Caraibi? Cosa faremo li?

Cercheremo di integrarci con la popolazione locale, gireremo bene l’isola e andremo a vedere le scuole, gli ospedali, i centri commerciali. Abbiamo 5 settimane per capire se effettivamente trasferirsi ai Caraibi è, oltre che fattibile, veramente desiderabile.

Oltre a questo ovviamente incontreremo un avvocato che ci esporrà la situazione “permesso di soggiorno” perché se non hai il permesso non puoi iscrivere un bambino a scuola. Inoltre dobbiamo capire effettivamente quanto del nostro lavoro è gestibile da Barbados e quanto deve essere ricostruito li.

Come è stato partire?

Solitamente i giorni immediatamente precedenti alla partenza sono pieni di euforia ed eccitazione. Questa volta però il nostro viaggio ha uno scopo diverso e la spensieratezza è sostituita dalla paura di fare un grosso errore. In fondo qui in Italia stiamo così bene… 

“Voglio essere la prima a sapere la cosa farete quando avrete preso una decisione” è ciò che mi ha detto mia madre al telefono ieri sera trattenendo le lacrime. Si perché al nostro rientro sapremo cosa fare. Il 5 dicembre comunicheremo che lasceremo l’Italia e chiuderemo per sempre in valigia il sogno di trasferirsi all’estero. 

Perché ce lo dobbiamo e lo dobbiamo anche a Flavio. Dobbiamo fare questo passo oppure non pensarci più per goderci le vacanze ed il nostro Paese.

Trasferirsi ai Caraibi: e il cibo?

Inutile negarlo… noi italiani dopo un pò abbiamo l’esigenza di mangiare un piatto di pasta o una pizza. Anche chi come noi gira il mondo per lavoro ed è abituato a mangiare qualunque cosa, dopo un lungo periodo desidera i sapori di casa.

Il cibo italiano si trova ovunque… vero e non vero. La maggior parte delle volte ciò che trovi negli scaffali di un supermercato oltre oceano ha solo il nome italiano (vogliamo discutere della Barilla made in Mexico?). Ciò che puoi fare è mettere insieme degli ingredienti che di forma, colore ed aspetto somiglino al nostro cibo e sperare che il gusto sia almeno simile. 

Ovviamente più il luogo dove sei è grande ed importante e meno hai problemi di reperire cibo nostrano. Nel caso di Barbados la situazione si complica perché è un’isola e piccola. Ciò che trovi sono i prodotti italiani che hanno varcato il confine dell’internazionalità ma per la maggior parte sono cose che a casa tua non mangeresti mai.

Cosa fare quindi? Questa volta mi sono portata qualcosa da casa… è la quarta volta che vado a Barbados e conosco bene la loro cucina. Si mangia molto bene ma questo viaggio è troppo lungo e, sia io che Stefano ma soprattutto Flavio, abbiamo bisogno di un bel piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino.

Ora sono in volo, sono le 16 ora italiana. Mancano ancora 7 ed inizierà la nostra nuova avventura.

Se hai domande specifiche, se vuoi info per trasferirsi ai Caraibi o vuoi solo farmi compagnia, scrivi nun commento. Ti risponderò volentieri.

E questa volta… buon viaggio a me!

Lascia un commento

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

illustrazione viaggi sogni e passione